Quando si dice miele millefiori si pensa spesso a un miele "generico". In realtà è il contrario: è il miele che racconta meglio un luogo e una stagione, perché dentro ci finisce tutto quello che le api hanno trovato in fiore in quelle settimane. Il nostro millefiori siciliano estivo, lotto 7/26, ne è un buon esempio. E quest'anno ha ricevuto una Goccia d'Oro al concorso Tre Gocce d'Oro – Grandi Mieli d'Italia 2026.
È il concorso nazionale dei mieli promosso dall'Osservatorio Nazionale Miele, che si tiene ogni anno a Castel San Pietro Terme e nasce nel 1981 come Premio Giulio Piana. Ogni miele in gara viene prima analizzato in laboratorio, con analisi fisico-chimiche e polliniche, e poi assaggiato da esperti in analisi sensoriale iscritti all'albo nazionale. Solo i mieli che superano tutti i passaggi ricevono una, due o tre gocce d'oro.
Per noi è il secondo riconoscimento del 2026: anche il millefiori primaverile a prevalenza di sulla, lotto 2/26, ha ottenuto una Goccia d'Oro.
Ogni miele porta con sé i granuli di polline dei fiori visitati dalle api. Contandoli al microscopio si ricostruisce da quali piante arriva il nettare: è l'analisi pollinica, o melissopalinologica. Nel lotto 7/26 il laboratorio ha riconosciuto 13 tipi di polline diversi. Tra quelli delle piante che danno nettare, i più presenti sono:
In tracce compaiono anche cappero, ginestrino, salcerella, sedum e timo. A questi si aggiunge l'eucalipto (Eucalyptus camaldulensis), il cui polline è il più abbondante nel campione: è una pianta che ne rilascia moltissimo, e per questo il laboratorio lo conteggia a parte.
Nessuna fioritura prevale nettamente sulle altre: è questo che fa di un miele un vero millefiori, e non un monoflora "mancato".
All'analisi sensoriale il lotto 7/26 è risultato liquido e limpido, di colore medio. Il profumo e l'aroma sono di media intensità, caldi e aromatici, con una nota speziata. In bocca è normalmente dolce e leggermente acido, senza note amare, con una consistenza viscosa e nessun difetto.
È diverso dal millefiori di primavera, più chiaro e delicato perché dominato dalla sulla: in estate le fioriture cambiano e il miele diventa più ambrato e più deciso.
Quando si dice miele millefiori si pensa spesso a un miele "generico". In realtà è il contrario: è il miele che racconta meglio un luogo e una stagione, perché dentro ci finisce tutto quello che le api hanno trovato in fiore in quelle settimane. Il nostro millefiori siciliano estivo, lotto 7/26, ne è un buon esempio. E quest'anno ha ricevuto una Goccia d'Oro al concorso Tre Gocce d'Oro – Grandi Mieli d'Italia 2026.
È il concorso nazionale dei mieli promosso dall'Osservatorio Nazionale Miele, che si tiene ogni anno a Castel San Pietro Terme e nasce nel 1981 come Premio Giulio Piana. Ogni miele in gara viene prima analizzato in laboratorio, con analisi fisico-chimiche e polliniche, e poi assaggiato da esperti in analisi sensoriale iscritti all'albo nazionale. Solo i mieli che superano tutti i passaggi ricevono una, due o tre gocce d'oro.
Per noi è il secondo riconoscimento del 2026: anche il millefiori primaverile a prevalenza di sulla, lotto 2/26, ha ottenuto una Goccia d'Oro.
Ogni miele porta con sé i granuli di polline dei fiori visitati dalle api. Contandoli al microscopio si ricostruisce da quali piante arriva il nettare: è l'analisi pollinica, o melissopalinologica. Nel lotto 7/26 il laboratorio ha riconosciuto 13 tipi di polline diversi. Tra quelli delle piante che danno nettare, i più presenti sono:
In tracce compaiono anche cappero, ginestrino, salcerella, sedum e timo. A questi si aggiunge l'eucalipto (Eucalyptus camaldulensis), il cui polline è il più abbondante nel campione: è una pianta che ne rilascia moltissimo, e per questo il laboratorio lo conteggia a parte.
Nessuna fioritura prevale nettamente sulle altre: è questo che fa di un miele un vero millefiori, e non un monoflora "mancato".
All'analisi sensoriale il lotto 7/26 è risultato liquido e limpido, di colore medio. Il profumo e l'aroma sono di media intensità, caldi e aromatici, con una nota speziata. In bocca è normalmente dolce e leggermente acido, senza note amare, con una consistenza viscosa e nessun difetto.
È diverso dal millefiori di primavera, più chiaro e delicato perché dominato dalla sulla: in estate le fioriture cambiano e il miele diventa più ambrato e più deciso.
L'umidità è la quantità d'acqua contenuta nel miele, ed è uno dei primi valori che un laboratorio controlla. La legge ammette fino al 20%, ma un miele di qualità sta sotto il 18%: oltre quella soglia aumenta il rischio che fermenti. Il lotto 7/26 si ferma al 14,7%, un valore molto basso.
In pratica significa tre cose. Il miele è stato raccolto maturo, quando le api avevano già finito di asciugarlo e di sigillare le celle. Si conserva a lungo senza fermentare. Ed è più denso e concentrato: meno acqua, più miele in ogni cucchiaino.
Lo stesso referto riporta un valore di HMF (idrossimetilfurfurale) di 6,0 mg/kg, contro un limite di legge di 40: è l'indicatore di un miele fresco, che non è stato scaldato.
Le sue note calde e speziate stanno bene con i formaggi di media stagionatura, come un primo sale o un caciocavallo, e con la ricotta fresca. È ottimo anche per dolcificare tisane e yogurt, o semplicemente spalmato sul pane.
Ogni nostro lotto nasce da un'unica smielatura di un unico apiario: non misceliamo mai mieli di postazioni diverse. Per questo il lotto 7/26 è irripetibile, e quando i vasetti finiscono non può essere rifatto uguale.
Sulla scheda del lotto 7/26 trovi la data di smielatura e l'apiario di provenienza. Il referto completo del laboratorio è pubblico: scarica le analisi del lotto 7/26 (PDF). Per conoscere tutti i lotti disponibili visita la pagina del miele millefiori oppure vai direttamente allo shop.
Dai un'occhiata ai lotti disponibili e alla storia dei nostri apiari.
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